omo

La pubblicazione del video “I problemi sono più gravi di due persone che si amano” è motivo di orgoglio per Il Cardo. Le ragioni sono diverse, tutte importanti.
Esso è il prodotto finale del primo Laboratorio educativo anti-omofobia realizzato a Edolo; è frutto della voglia di mettersi in gioco degli studenti della classe IV Elettrico dell’Istituto Meneghini; è parte di Morfeo, progetto e strumento educativo (co-finanziato da FCB) che intende accompagnare la propria comunità sulla strada dell’integrazione, dell’abbattimento dei pregiudizi e degli atteggiamenti discriminatori.

Questo video è l’esito di un percorso cominciato nel 2013 ma anche un punto di partenza. L’input per affrontare la tematica dell’omofobia è nato dalla collaborazione con Angolazione, associazione culturale che, fra le altre cose, ha portato la tematica nella scuola. Interessati ai risvolti educativi abbiamo pianificato, insieme ad altre cooperative sociali territoriali, una formazione specifica; l’incontro e il confronto con il team de Le Cose cambiano ci ha poi offerto ulteriori spunti di riflessione. Un’èquipe interna di progettazione ha messo a punto il primo laboratorio per la scuola superiore, realizzato a maggio nella classe IV Elettrico dell’Istituto Meneghini a Edolo; per la prima volta questa tematica entra nelle scuola dell’Alta Valle. Esservi riusciti è un’importante successo per tutti.

Il nostro progetto non termina qui. La finalità di Morfeo, assunta dal laboratorio stesso, è quella di coinvolgere l’intera comunità, rendere pubblico il lavoro svolto a scuola perché generi ricadute educative sul territorio. Il video è un punto di partenza, uno strumento educativo adatto alle nuove generazioni e utilizzabile per successivi laboratori, il biglietto da visita per presentarsi nelle scuole, una testimonianza da portare negli incontri pubblici, lo spunto di condivisione e discussione fra colleghi.

Il laboratorio, composto di 4 incontri settimanali, è stato un banco di prova per orientare la progettazione; i ragazzi sono stati sollecitati ad interrogarsi e discutere sulla base di domande specifiche (Secondo te la gente che parole associa al termine omosessuale? Tu che parole associ? Che domande farestino pensi le persone farebbero ad un omosessuale? Cosa diresti ad una persona omofoba?); le risposte riportate su cartelloni rimasti alla classe hanno costituito la base per il messaggio anti-omofobia del video.
Già dal primo incontro, è stato proposto ai ragazzi di “mettere la faccia” per contribuire a “cambiare le cose”, diventando protagonisti di un video realizzato per il sito Le cose cambiano. I ragazzi hanno apprezzato l’idea e sono stati collaborativi, contribuendo a dare vita al messaggio. Risultati dei loro sforzi sono il video (che potete vedere sul blog di Le cose cambiano) ed il trailer visibile a fondo pagina.

Conclusa questa esperienza andiamo avanti con la prossima tappa, un incontro pubblico, a Edolo, per rendere partecipe la cittadinanza e diffondere nel territorio questa tematica che coinvolge tutti, nessuno escluso.

Fateci sapere cosa ne pensate!