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MORFEO

Bando Cultura 2013 - Fondazione della Comunità Bresciana

Morfeo nasce per offrire al territorio dell’alta Valle Camonica l’opportunità di crescere e sperimentare nuove opportunità di convivenza basate sul rispetto reciproco e la tolleranza. Abbiamo inteso questo progetto come vero e proprio strumento educativo di cambiamento, utile a spronare la cittadinanza ad un processo di maturazione, promozione e sperimentazione di relazione basate sul confronto, l’integrazione, l’abbattimento di pregiudizi e atteggiamenti discriminatori. La metodologia scelta è stata quella “dell’entrare nella scuola e ricadere sul territorio”. Le due macro azioni di cui si compone Morfeo hanno avuto infatti, come luogo di realizzazione prioritario, la scuola; i giovani - bambini e  adolescenti -  sono stati il target di riferimento principale; le azioni realizzate nella scuola ne sono poi “uscite” al fine di dare all’intera comunità  la possibilità di conoscere ed esperire le forme di integrazione realizzate. Il progetto si è composto di due diversi interventi: nella scuola primaria e nella scuola superiore.

Presso la scuola primaria di Vezza d’Oglio è stato realizzato un lungo percorso laboratoriale espressivo-teatrale; da gennaio a maggio 2014, una classe di bambini di 4° ha settimanalmente lavorato in compagnia di 10 persone disabili inserite presso il Centro socio educativo e il Servizio formazione all’autonomia della cooperativa. È stata un’esperienza formativa e unica per entrambi i gruppi. L’intero percorso è stato progettato, condiviso, provato e realizzato insieme. Il laboratorio ha annullato le differenza, ha messo tutti i partecipanti sullo stesso livello, ha permesso ad ogni partecipante di portare e condividere, vissuti ed esperienze; bambini e ragazzi disabili si sono trovati a condividere un “fare” insieme nel medesimo spazio, tempo e gioco, quali protagonisti e insieme fruitori di un clima di fiducia, ascolto e attenzione. Lo spettacolo, non definito a priori, è nato dall’unicità di questo gruppo: è stato creato questo spettacolo perché hanno partecipato queste persone.

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Gli obiettivi prefissati sono stati pienamente realizzati. Il laboratorio ha portato alla realizzazione dello spettacolo teatrale “Gomitoli” , in scena il 29 maggio 2014 nel teatro di Vezza d’Oglio. L’evento pubblico, pubblicizzato in diverse forme, ha riscosso grande successo di pubblico e “di critica”.

Parallelamente al lavoro teatrale, un’altra equipe educativa ha lavorato su un altro grande tema, quello del bullismo omofobico. Per la prima volta  questa tematica  è  stata portata all’attenzione di tutti, non solo degli “addetti ai lavori”. L’interesse per questo tema è nato quando siamo stati contattati da“Angolazione”, associazione culturale di Angolo Terme, che ci propose di collaborare per realizzare alcuni eventi nelle scuole. Angolazione stava proponendo, non senza difficoltà e rifiuti, degli incontri collettivi sull’omofobia in alcuni Istituti superiori della bassa Valle ed in collaborazione con i volontari dell’Arcigay. Fino a quel momento di omofobia e bullismo omofobico si era parlato poco e niente, nessuna iniziativa né percorso educativo erano mai stati realizzati nelle scuole.

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Il Cardo decide quindi di farsi promotore e di cogliere l’occasione per intervenire fra i giovani. In rete con altre cooperative viene quindi organizzata una formazione mirata tenuta da un’esperta di livello nazionale.  La formazione suscita negli operatori grande interesse ed entusiasmo. Questo ci porta a conoscere, approfondire, leggere; in particolare abbiamo incontrato e scambiato idee e progetti con la responsabile del progetto “Le cose cambiano”,  sito anti-omofobia nato in collaborazione con il Corriere della Sera.

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A questo punto l’èquipe è pronta per mettere a punto un laboratorio sul bullismo omofobico per le scuole superiori. Grazie alla disponibilità dell’Istituto Meneghini riusciamo a organizzare, a maggio 2014,  il primo laboratorio nella classe V Elettrico, classe tutta maschile. I ragazzi si interessano, seguono, collaborano e si confrontano; si mettono in gioco e accettano la sfida di progettare e realizzare un video da pubblicare sul sito Le cose cambiano. Questo video, pubblicato a giugno, ha superato le mille visualizzazioni.

Obiettivo prioritario è però anche quello di diffondere quanto realizzato fin’oggi, rendendo partecipe l’intera comunità perché è in essa che le nuove generazioni vengono cresciute; la creazione di futuri cittadini consapevoli e promotori di una visione della diversità e delle differenze non appesantite da luoghi comuni e pregiudizi è responsabilità collettiva. Durante i mesi di progetto gli educatori ed il coordinatori hanno diffuso e tentato di coinvolgere la comunità quanto più possibile. Diverse ore sono state dedicate a questa attività “indiretta” ma parimenti indispensabile per garantire un futuro alle azioni svolte.

Il 30 ottobre si è tenuto, a compimento dell’esperienza, un incontro aperto al pubblico che ha offerto a tutti la possibilità di informarsi, formarsi e confrontarsi. Durante la serata sono stati presentati il laboratorio educativo condotto nell’Istituto Meneghini, il video messaggio progettato e realizzato dagli studenti (attualmente visibile sul sito lecosecambiano.org) e l’attività de Le cose cambiano, progetto antiomofobia, che a livello nazionale si occupa del tema.morfeo invito1

Terza azione prevista da Morfeo è l’esperienza nei servizi alla disabilità proposta ai ragazzi sospesi da scuola dell’Istituto Meneghini (già progetto “Ulisse”) Questa esperienza rientra pienamente negli obiettivi del progetto. Gli studenti hanno avuto l’occasione di sperimentare la convivenza e il rispetto, di adeguarsi a persone che vivono il tempo e le relazioni in modo differente, di confrontarsi e di condividere con gli educatori vissuti significativi. Durante lo scorso anno scolastico sono stati inseriti 5 studenti per una media di 7 giorni ciascuno. È  stato chiesto loro di stendere un breve report finale e la lettura degli scritti ci ha confermato l’importanza dell’esperienza. I ragazzi hanno preso coscienza di una realtà mai vissuta, hanno conosciuto persone della loro stessa età con le quali mai avrebbero pensato di intrattenersi. Si sono resi conto di quanto la loro scala di valori e priorità fosse miope e selettiva, hanno provato in quanto la diversità rappresenti una ricchezza.