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SPERIAMO DI NON RESTARE ORFANI DEL TUTTO

Bando a Raccolta patrimonio per la Vallecamonica 2011 - Fondazione della Comunità Bresciana

 

Il 17 maggio 2013 si è concluso a Breno presso il Teatro delle Ali, con enorme successo, il progetto “Speriamo di non restare orfani del tutto”.
Questo progetto era una sfida: volevamo capire se il nostro primo Reading, nato per valorizzare i testi della rivista Zeus!, scritta interamente dalle persone che vivono o frequentano i servizi della nostra cooperativa, potesse diventare uno spettacolo professionale da poter rappresentare nei teatri. Visto il successo di queste date e le critiche positive degli addetti ai lavori possiamo dire di aver vinto la sfida! Ora non ci rimane che continuare a promuovere senza indugio lo spettacolo e tenerlo vivo.

Gli obiettivi specifici che ci eravamo proposti erano i seguenti: 

  1. Interpretare oltre al leggere: virare verso la recitazione, aumentare le parti assegnate alle due persone disabili.

    Abbiamo deciso di mantenere i due attori disabili che avevano partecipato all’esperienza precedente valorizzando le capacità acquisite nel percorso. Abbiamo aumentato le parti di Giovanni e lavorato sull’interpretazione e sulla recitazione senza copione. Per Michela abbiamo scelto letture più brevi che le permettessero meglio di interpretare lo scritto. Questo lavoro ha permesso, in molte parti dello spettacolo, di lasciare in scena i due attori disabili, da soli o in coppia, senza la “protezione” dell’attore professionista.

  2. Un nuova sceneggiatura;

    Il punto di partenza è stato il copione del primo Reading, fonte di sicurezza per gli attori disabili, modificandone gradualmente la struttura per giungere a tempi, ritmi e soluzioni sceniche costruendo uno spettacolo molto ritmato di 75 minuti.

  3. Organizzare una tournée ricercando soprattutto spazi altri rispetto ai circuiti specifici dedicati alla disabilità con l’obiettivo ambizioso di essere inseriti in cartelloni istituzionali;

    Dopo due tappe di rodaggio nel teatro di Edolo, siamo riusciti ad essere inseriti prima all’interno di una rassegna teatrale a Leno e poi nella stagione ufficiale del Teatro Aurora del comune di Roncadelle. Infine nel nuovissimo Teatro delle Ali di Breno, un’eccellenza italiana di professionalità e tecnologia. 

    Abbiamo partecipato a due bandi di valenza Nazionale (Torino e Udine) per proporre il nostro spettacolo in contesti non legati alla disabilità. Siamo stati selezionati ma non siamo riusciti ad essere tra i primi dieci aventi il diritto alla rappresentazione e partecipazione al premio finale. Questo non ci ha scoraggiato, anzi ci ha aiutato ad analizzare alcuni nostri limiti che abbiamo corretto e ciò ci fa ben sperare per il futuro.

  4. Divulgare il senso della nostra rivista Zeus! e gli intenti del nostro modo di operare. 

    Questo obiettivo era implicito sia nella costruzione dello spettacolo sia nei momenti di presentazione dello stesso. È stato ampiamente raggiunto e il prodotto finale, dal punto di vista comunicativo, ha superato i testi della rivista dai quali eravamo partiti. In ogni teatro è stato inoltre allestito un punto espositivo/vendita della rivista.

I progressi fatti dai nostri attori si sono dimostrati al di là di ogni aspettativa tanto da permettere, nell’ultima replica, una tale fluidità nell’interpretazione da pensare di trovarsi davanti ad attori navigati. E sono le parole degli addetti ai lavori che ci hanno fatto misurare l’importanza del processo avvenuto. Se la parte educativa è comunque nostra competenza, è stato entusiasmante collaborare con un mondo di professionisti (dagli attori professionisti e doppiatori fino ai tecnici luci, audio) e di maestranze artigiane del mondo dello spettacolo (soprattutto InnScena a Milano) che ci hanno aiutato nella realizzazione della scenografia. Lì si è giocata la differenza. Pensavamo, ad esempio, fosse più semplice entrare in rassegne teatrali non legate alla disabilità, dialogare con impresari o direttori artistici. Siamo invece stati preceduti da un pregiudizio fortissimo, legato a quell’immaginario che fa pensare ad uno spettacolo “oratoriale” tutto sentimento senza qualità del prodotto. Il non essere una compagnia teatrale ma una cooperativa sociale non ha aiutato. Ma questo ha fatto in modo che ci attrezzassimo e investissimo in una registrazione professionale dello spettacolo che ci aiuterà a vendere il prodotto.

 Per saperne di più scarica il progetto completo.